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La Caravane de Ville si presenta dal vivo con tamburi e bidoni, violoncelli ed elettricità, storie metropolitane e vocalità nere. Giovanni Rubbiani (ex chitarrista e compositore dei Modena City Ramblers) inizia questa avventura musicale insieme a Sara Piolanti, cantantessa forlivese di ispirazione blues, e a Deborah Walker, violoncellista a metà strada fra Vivaldi e i Sonic Youth.
Dopo il successo di "Metropolis" (2001), è uscito nel 2004 il loro secondo disco " Casbah ". |
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La Storia:
La carovana parte nel 2001 dall'incontro tra Giovanni Rubbiani, ex chitarrista e compositore dei Modena City Ramblers, e Sara Piolanti, cantantessa forlivese di matrice blues.
Nel corso dell'anno il gruppo assume la line up definitiva ed entra in studio per registrare il primo lavoro. Metropolis viene inciso al Bunker di Rubiera (RE) per la produzione artistica di Arcangelo Kaba Cavazzuti.
Il suono è un etno-rock che mescola bidoni, violoncello, ballate folk e venature blues; i testi raccontano storie di città, dagli scorci newyorkesi di Porte dell'Ovest e Serenata di NY, ai personaggi di strada come Mister Paco e Vecchio Bernie, fino all'omaggio a Tom Waits con la rivisitazione di Clap hands. Impreziosito dalle collaborazioni di Francesco, Roberto e Massimo (MCR) e Mimmo Mellace (Parto delle nuvole pesanti), Metropolis esce nei negozi per l'etichetta Mescal nel novembre 2001. Nel corso del tour promozionale che segue, i Caravane de Ville tengono più di 50 concerti, suonando tra gli altri con Cristina Donà, Mau Mau, Modena City Ramblers, Roy Paci.
Nel 2003 il gruppo comincia la lavorazione del secondo disco, che è tutt'ora in corso. Le registrazioni avvengono a Torino sotto la produzione artistica di Josh Sanfelici, già bassista di Mau Mau e Fratelli di Soledad. Nel frattempo l'attività live del gruppo prosegue, con un tour estivo che va avanti fino a settembre.
A novembre 2003 esce Hanabel , nuovo singolo dei Caravane de Ville. Hanabel non è in vendita ma scaricabile gratuitamente insieme alla sua copertina dal sito della band (www.caravanedeville.com). Il CD single comprende due brani fortemente influenzati dalla musica araba. "Hanabel" è una canzone d'amore bisessuale, ispirata alle melodie rai del Maghreb. "Nostra Signora dei Diseredati" è invece un brano rap in cui i Caravane ospitano i Wled Bled, una posse di Tunisi composta da 3 M.C. (Mohammed, Sheb, Moustafa) che rappano in arabo e francese.
Il singolo anticipa il nuovo album " Casbah ", uscito a marzo 2004 su etichetta Cyc.
RECENSIONI
Forti di un estroso approccio elettroacustico (..), della duttilità e intensità "blues" di Sara, di brani deviati e intriganti che non temono contaminazioni arabe, di una espressività libera da catene stilistiche e della capacità di conservare sempre accesa la tensione emotiva, i Nostro rimangono voce autorevole (..), in cui il dinamismo creato è certo ottima credenziale.
Il Mucchio
Non ci sono barriere culturali nella casbah sonora della band di Giovanni Rubbiani. (...) I Caravane De Ville scartano, svoltano verso il nordafrica e trovano un bel disco ricco di colori.
Liberazione
Da riascoltare spesso, non soltanto nell'afa di un "pomeriggio tropicale".
Mescalina (Domenico Maria Gurgone)
.. il disco è un vero gioiellino che colpisce con l`ambiguità di "Hanabel", ammalia con la sensualità di "Jamila", avvolge con il calore di "Cabash" e culla con la dolcezza di "Pomeriggio tropicale": quattro perle dominate da uno strano calore mediorientale da godere tutte in un fiato.
Senza dubbio la conferma di un`ottima realtà capace di fondere fra loro mondi lontanissimi miscelando tutto in modo decisamente personale; Un`interessantissima seconda tappa per un viaggio che, ci auguriamo, continuerà ad andare sempre più lontano.
Kronic (Roberto Bonfanti)
Come non rimanere affascinati dai Caravane de Ville?
Davvero impossibile, il loro suono non convenzionale fatto di blues, etnica e cantautorato colpisce, ferisce e a tratti lascia senza fiato.
SonicBands (Igor Tosi)
Questo è il suono delle nostre strade, nell'anno 2004: molto bravi i Caravane de Ville, nel coglierlo e nel renderlo palese, e nel dimostrare come sia la cultura il modo primario di unire mondi convinti di essere su fronti opposti.
Kalporz (Daniele Paletta)
E' un disco magico che gira gira e avvolge nelle sue spirali ipnotiche atmosfere e ritmiche panmediterranee, ma "Casbah" non è un disco etnico, né di world music, tantomeno tradizionale. "Casbah" è rock pulsante, è musica maghrebina che ha attraversato il nostro mare interno e che si abbatte sulle periferie francesi, spagnole e ora anche italiane..
Bielle (Leon Ravasi)
Nonostante gli intenti di "Casbah" appaiano ambiziosi sia dal punto di vista stilistico sia per i temi trattati, gran parte dei 12 episodi colpiscono il segno. L'originale combinazione di melodie mediterranee, strumenti etnici e la suadente voce della "cantantessa" Sara Pionati offrono una prova più che convincente che alimenta l'attesa per la prova del fuoco: il live.
LiveRock (Marco Leonelli)
Le carovane sono tornate là dov'erano partite, lasciandoci tra le mani un grande disco, ricco di belle collaborazioni (..), traboccante di contaminazioni; ma non si pensi ad un noiosissimo disco etnico: questo è un disco di rock italiano, un rock coraggiosamente speziato. Ed il risultato è esaltante, bello e coinvolgente dall'inizio alla fine.
ConnessioneMusica (Mauro Sassi)
Un disco eterogeneo che esplora le sonorità più disparate navigando tra blues e sonorità rai, folk europeo e momenti più propriamente rock, incessante pulsare ritmico di percussioni e momenti più dilatati, senza disdegnare di tanto in tanto qualche piccola coloritura elettronica..
MusicBoom (Ferdinando Farro)
Con Casbah, i Caravane De Ville affermano la loro maturità artistica, determinando anche un nuovo modo di creare musica, dove non è più necessario il confronto fra oriente e occidente, ma piuttosto dove queste due realtà riescono a convivere con una naturelezza che non ha precedenti.
ComunicazioneInterna (Samuele Formiconi)
Il folk incontra l'oriente, alla ricerca della contaminazione totale. Un disco mai banale in cui i testi parlano di passione e vita, d'amore e di guerre
RockShock
"Casbah" è un disco che non si chiude in sé stesso, nato allo scopo di aggiungere e non di togliere. Est ed ovest, nord e sud convivono senza il bisogno di costruire muri divisori. È questo il gran pregio del lavoro, che trova in dodici canzoni ispirate ed arricchite da testi legati al sociale la sua ragione d'essere.
Idbox (Fabrizio Leonardi)
..dodici brani intensi e variegati come gli odori ed i suoni che si possono incontrare tra le mura della casbah..
Dal viaggio ideale da Reggio Emilia ad Istanbul la Carovana ha portato con sé "sacchi di spezie", "te alla menta", ed ancora tanti altri profumi che vale davvero la pena scoprire.
Rockit (Antonio Rettura)
..un progetto culturale che parte dalle canzoni e dalla musica e finisce per creare e diffondere un immaginario che va ben più lontano: quello di un mondo diverso, che guarda a est e fa dell'incontro e della contaminazione la propria forza, raccogliendo e costruendo proprio là dove in molti fanno esattamente il contrario.
DelRock (Gianvittorio Randaccio)
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