Massimo Zamboni, fondatore del gruppo CCCP – Fedeli alla Linea, di cui è chitarrista e compositore e dei successivi CSI Consorzio Suonatori Indipendenti, arriva nel 2008 alla sua nuova prova solista “L'inerme è l'imbattibile” (Il Manifesto). Un progetto multimediale che, sia nel live che su disco, usa musica, immagini e parole che partono da Mostar per un viaggio verso tutti gli Est del mondo. Un percorso che attraversa le ragioni etiche del nostro vivere. In tour, accompagnato da una band eccezionale, Massimo Zamboni si riconferma come uno dei nomi più importanti della scena italiana, con uno spettacolo di altissimo valore culturale, fatto di splendide canzoni e videoproiezioni che toccano lo spettatore nel profondo.
Massimo Zamboni nasce a Reggio Emilia nel 1957. Fondatore del gruppo CCCP – Fedeli alla Linea, di cui è chitarrista e compositore (album: Ortodossia / Compagni Cittadini / Affinità e Divergenze tra il Compagno Togliatti e noi / Socialismo e Barbarie / Canzoni Preghiere e Danze / Epica Etica Etnica Pathos / Ecco i miei Gioielli) e dei successivi CSI Consorzio Suonatori Indipendenti (album: Ko de Mondo / In Quiete / Linea Gotica / Tabula Rasa Elettrificata / Un Giorno di Fuoco).
Da solista ha pubblicato gli album: Sorella Sconfitta (2004), L’orizzonte degli Eventi (colonna sonora – 2005), L’Apertura (assieme a Nada – 2006), l’inerme è l’imbattibile (Il Manifesto-Pulsemedia) 2008. Ha realizzato diverse produzioni per le etichette discografiche: I Dischi del Mulo e per il Consorzio Produttori Indipendenti (Ustmamò / EstAsia / Radiodervish / Materiale Resistente). Ha realizzato diverse colonne sonore per il cinema e pubblicato tre libri: In Mongolia in Retromarcia (Giunti 2000), Emilia Parabolica (Fandango 2003), Il mio Primo Dopoguerra (Mondadori 2005).
Inermeè colui che non ha armi. L’indifeso. L'inerme porta con sé la speranza. La si può cercare nella ricostruita Berlino che riapre le Sinagoghe. Nella massacrata Sabra, in Libano, che aggredisce con una voglia di vivere bestialmente più forte, in senso altissimo, di qualsiasi città d’oro. Nel centro storico abbattuto di Mostar - quello dei Bosniaci inchiodati alle granate dall’embargo europeo – che appare a tutti più alla lunga imbattibile che non i precari quartieri dei croati vittoriosi. Risolutamente negli inermi assoluti Zamboni vede, con chiarezza, i depositari di quella incalpestabile memoria che contiene passato e futuro.
Queste sono le ragioni che sottendono un pugno di canzoni nuove, che escono assieme al documentario Il Tuffo della Rondine, di Stefano Savona, in un cofanetto pubblicato da Il Manifesto a partire da marzo 2008. E’ un progetto che tiene l’est nel cuore. Tutti gli est del mondo, anzi, e non è un caso che l’anteprima nazionale avvenga proprio a Trieste all’Alpe Adria Film Festival.
HANNO SCRITTO DI “L’INERME E’ L’IMBATTIBILE” :
“Un progetto fatto di canzoni intense e scabre, il più bello e urgente tra gli album d’autore di questo 2008, permeato di umanesimo e pietas.” Corriere della Sera
“Senza retorica né paradossi. Non è politica la sua, ma pensiero libero […]E’ musica bella perchè è forte. Parole da leggere perchè libere. E con un dvd da vedere che in fondo non ha niente di reality” Rolling Stone
“Non è artista dagli obiettivi meno che ardui Massimo Zamboni […] Qui si torna al rock e si va avanti fino all’ambient e al post rock […] Nel libretto allegato testi racconti e altre testimonianze. Nel dvd un film su Monstar, col documentarista Stefano Savona. Indispensabile XL di Repubblica
“L’ennesima constatazione del talento e della sensibilità di Massimo Zamboni. […] che dire di più? Abbiamo davanti tempi duri, ma ci consola non poco la consapevolezza di essere soli e di poterli vivere con degli artisti che saranno sempre capaci di farci riflettere” Rockerilla
“Lo avverti subito, prima piano piano, poi sempre più intensamente. Nuove canzoni che riescono ad essere esaltanti, dopo migliaia di ore di musica ascoltata. Succede ascoltando il nuovo prodotto discografico di Massimo Zamboni.” Jam
“I dieci brani sono affreschi delicati e fermi, rivolti ora all’introspezione, in altri casi al mondo intorno. Sono testi ispirati e costruiti con cura, all’altezza del compito concettuale” Rumore
“Chiamarlo cd può essere riduttivo. Il nuovo progetto di Zamboni è anche dvd, libro, cofanetto. Restando alla musica, il vecchio punkettone CCCP regala un’opera notevole. Calma, terribilmente calma nei ritmi, ma viva, pulsante.” D di Repubblica
“Materiale Resistente, si diceva una volta: di questa stoffa è fatta l’arte di Massimo Zamboni […] Con Saro Casentino che si occupa dell’alchimia delle note, e un piccolo gruppo di amici, lascia ai suoi contemporanei un’opera che si avvicina al capolavoro, piena di gusto e di forza emotiva, in un presente così anaffettivo e scialbo.” Mucchio Selvaggio
“Zamboni stavolta si mette in gioco del tutto, dando voce personalmente ad un pugno di composizioni introspettive e profonde, a tratti evocative dell’insopprimibile passato, ma create per essere il suo qui ed ora. Un qui ed ora che riflette sulla condizione umana, sulle sue ragioni etiche, sulla storia” L’Unità Roma
“Riparte da qui, da questi versi e dal racconto di persone conosciute da Massimo Zamboni dieci anni fa a Mostar il suo nuovo, intenso, lavoro. Dieci canzoni, un film e un quaderno di viaggio, riallacciando i fili della memoria […] Intanto, però, l’esasperato realismo visionario degli ultimi CSI qui si è trasformato in intensa, inquieta, poesia, cantata per la prima volta dallo stesso Zamboni.” Left
GENERE - canzone d'autore SITO UFFICIALE - www.massimozamboni.it FORMAZIONE -
Massimo Zamboni - voce, chitarra, Gigi Cavalli Cocchi - ritmiche, percussioni Cristiano Roversi - basso, stick Erik Montanari - chitarra elettrica